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Luisa

ottobre 12, 2017

Ah Luisa, ma ti ricordi com’era Asti quel giorno, appena fuori dai muri della scuola? Asti che si aggrappava ai nostri piedi come pece, sotto un cielo del tutto bianco. Tu arrivavi da Torino, e questo faceva la differenza. Un anno solo e sei tornata in città, lasciandomi lì, in tutto quel bianco. Ah Luisa ma ti ricordi, tutti stipati in quel cortile quadrato, prima media, incertezza e terrore sui volti di tutti, ad aspettare che il destino ci chiamasse, alla fine, nella stessa classe. Cinquecento cuori che battono tutti insieme ne fanno del rumore..Ti ho vista subito. Ti credevo un ragazzo. Il piu’ bel ragazzo, così diverso dagli altri, in quel cortile: capelli biondo cenere e la camicia dal taglio maschile, un gilet rosso. Luisa, quella prima impressione non mi ha lasciato mai.Ah Luisa, ma ti ricordi com’ero bella quel giorno? Gli ultimi momenti felici li avevo lasciati a casa, com’ero bella mentre guardavo il mondo da dietro i miei lunghi capelli d’alga, prima che cominciasse la lunga metamorfosi e mi trasformassi nel nemico da odiare. Nella stessa classe, quando ci siamo strette la mano, una punta di disagio mi è rimasta nella gola sentendo il tuo nome, eri Luisa e non il principe azzurro venuto a salvarmi dai gangli orrendi della solitudine. Ah Luisa, non importa, mi piacevi anche così, la tua pelle trasparente e la tua voce ferma, quando parlavi del violino che ora è diventato la tua strada. Ah Luisa, ti ricordi il mio corpo che cambiava? Ma tu dov’eri quando ho perso il controllo e spaccato tutti gli specchi che avevo dentro? Luisa, un incrocio del destino davvero prezioso, uno dei più belli tra quelli coltivati nell’orticello dei ricordi. Perchè io non dimentico mai nulla, neanche quando mi sforzo, figurati te che ho sempre desiderato ricordare. Ed ora so che anche tu hai nella mente l’immagine di una me smarrita nel passato, e so che abiti vicino a me e ti ho percepito tra le righe delicata e diafana come allora. Pensare che magari ti vedrò e potrò sovrapporre l’aspetto, la voce e il viso di una donna come me a quel ragazzino strano mi fa paura e uno sgomento dolce, guardando te spero di ritrovare quella me, molto prima che si frantumasse nella sua grande tristezza. Vorrei tanto spiare attraverso i miei capelli d’alga e rivedere gli occhi che avevamo allora.

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From → anime, clan, Uncategorized

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