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La giostra

agosto 8, 2018

1987Questi sono i giorni della giostra,  a volte sono io l’ingranaggio vorticante che muove tutto troppo forte, a volte sono il bambino con gli occhi impauriti ma il sorriso delle feste stampato sul volto cereo che tenta di non cadere e saluta con la manina.  La giostra del passato pazzo che mi lusinga con occhi grigi e ossa fragili, folle d’amore torno indietro a riprendere briciole di sentimenti invecchiati e incupiti, come un Pollicino sperduto. Me li metto sulla lingua e sento il gusto del veleno ma spero anche stavolta  di poterlo sopportare, così come si pensa sempre di acciuffare “il codino”.  La giostra delle parole sussurrate, dei sospiri che mi tengono in vita, e poi dei discorsi che mi cadono addosso come grandine violenta ma che alla fine, finisce per sciogliersi, e mi lascia fradicia e gelata fino alle ossa. Tremo le mie lacrime annegandomi piano, aspetto.  Sulla giostra si alternano i cavalli bianchi e quelli neri ed è nausea e paesaggio che scorre rapido.  Gli occhi vostri mi fregano sempre, e baciare ancora una volta i miei ricordi significa aver cura di me, della mia parte migliore, anche fosse solo per un giorno. Mi gira la testa e domani sarò di nuovo lì tra le tue braccia sorelle, e mi batte il cuore per il mio stesso coraggio e la mia grande voglia d’amore, ogni volta a ricominciare dall’inizio e vedere sempre e solo il buono e perdonare tutto il dolore. Ogni volta che la giostra si ferma si scende e sembra di dover cadere, le gambe quasi cedono, la musica assordante pulsa nel petto come un secondo cuore, si è stati malissimo e l’anima traballa il suo sconcerto.  Eppure già la giostraia con il suo rossetto rosso ci offre un altro giro con il suo sorriso ammiccante e noi abbiamo già il piede pronto a risalire.

(Foto mia)

 

 

 

 

 

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From → clan, derive

6 commenti
  1. Il Bonzo permalink

    Sulla giostra il ragazzino più timido diventa spavaldo. Si rizza all’impiedi, si sbraccia e si contorce per fare incetta di codini e volteggiare ancora ed ancora..
    Ed ancora.

  2. E cosa succede al più spavaldo invece?

    • Il Bonzo permalink

      Il più spavaldo, destabilizzato dalla repentina emancipazione del timidino, resta a bocca aperta e non becca neppur un codino.
      Quindi scende.
      E guarda la giostra girare.
      “… ho visto a volte che anche un topo sa ruggire…”

      • Un leone squittire mai. E pensare che sarebbe un bel vedere. E segno di grande apertura.

  3. Uncle s. permalink

    Sono sempre stato molto attratto dalle giostre… ma ci sono sempre andato molto poco. Sotto un certo aspetto mi danno la sensazione di un’infinita libertà, ma c’è sempre il pensiero della luce che prima o poi si spegne .. la sera a parco chiuso, senza considerare che sarà sempre a riaccendersi, per ogni magica riapertura.
    Chissa’, forse mi perdo il passato ma riesco a mantenere il “pazzo”.
    Post magico…

    Uncle s

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